Crema curiosa. Storie di donne madonne santi e cavalieri

L’idea al fondo delle nuova proposta ricalca quella che aveva generato, in particolare, il grande successo della mostra “Crema Veneziana”: quella di provare a rappresentare, sotto nuovi angoli di lettura, momenti di vita, di storia e di arte peculiari della nostra città e del nostro territorio.

Il filo conduttore della ricerca precedente era stato quello della rappresentazione del mondo e della società cremasca durante i 350 anni della nostra dedizione alla Repubblica Veneta.

Questa volta abbiamo pensato di raccontare ancora le radici della nostra cultura e delle nostre tradizioni attraverso le opere d’arte e i manufatti provenienti da diverse collezioni e raccontando insieme a esse le storie, descrivendo i personaggi, documentando i momenti importanti della vita della nostra città e del nostro territorio.

Il filo conduttore che unirà le immagini e le storie, la traccia ideale che seguiremo per rappresentare i risultati della nostra ricerca sarà una ipotetica passeggiata con cui condurremo il visitatore tra le vie della città e dei paesi del circondario.

Ogni via è intestata a fatti o a personaggi, in ogni strada possiamo trovare palazzi, chiese, santelle, immagini che ci raccontano un pezzo della nostra storia.

Seguendo un percorso ideale tra queste vie e questi borghi ricostruiamo e riportiamo alla memoria episodi e momenti che sono entrati nella nostra cultura e nelle nostre tradizioni, ma che, spesso, non sono più nella memoria delle nuove generazioni.

Potremmo fare molti esempi: da via Ponte Furio, che ci ricorda le storie del Barbarossa e/o della nobile famiglia Obizzi, per via dell’omonimo palazzo in essa ubicato, alla chiesa di Ripalta Cremasca, con la storia e le immagini di San Cristoforo, qui celebrato non come il traghettatore del Bambin Gesù, ma come il vincitore nella lotta contro il drago Tarantasio, che infestava il Lago Gerundo, dalla piazza del Duomo di Crema, con le storie del miracolo del crocifisso (da cui il nome di ‘brusacristi’ affibbiato ai cittadini cremaschi), al miracolo della Madonna degli occhi, a Santa Maria della Croce, con la storia della tentata truffa del miracolo ordita dal pittore cinquecentesco Aurelio Gatti, da via Civerchi, nota famiglia di pittori del 4/500, con la cappella di Santa Maria Stella, con il quadro del miracolo del  giglio, alle storie di Bartolomeo Pergami, cremasco famoso nel Regno Unito come amante della regina d’Inghilterra, nei primi dell’’800, e che, insieme al suo vasto parentado cremasco, gestì prima Villa D’Este a Como e poi la corte di Carolina di Brunswick a Pesaro. Anche in questo caso con immagini inedite provenienti dal Regno Unito, e di cui i turisti anglofoni sono appassionati collezionisti e ammiratori.

Insomma: attraverso le immagini degli artisti e le storie dei personaggi tracciamo un disegno della vita e dei costumi del nostro territorio, conducendo il nostro visitatore lungo le strade di Crema ed i paesi del circondario.

 

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