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Storici dell’arte nella Sala musicale Giardino (11)

Sabato 11 maggio 2019 alle ore 16,30 nella Sala musicale Giardino (via Maccallè, 16 – 26013 Crema) si terrà il secondo incontro della sessione primaverile della rassegna Storici dell’arte nella Sala musicale Giardino organizzata dalla Libreria Cremasca.

Questa volta l’ospite sarà Luca Siracusano, docente presso l’Università degli Studi di Trento, che presenterà la monografia dedicata ad Agostino Zoppo (Tipografia Editrice Temi, Trento 2017). Agostino (Padova, 1511 circa – 1572) fu uno scultore in marmo, terracotta, bronzo e stucco. Poco noto ai non specialisti, l’artista è molto interessante perché permette di seguire la fase di transizione dal linguaggio figurativo ancora rinascimentale di Andrea Riccio (Trento, 1470 circa – Padova, 1532) a quello manierista introdotto prima a Venezia e poi a Padova da Jacopo Sansovino (Firenze, 2 luglio 1486 – Venezia, 27 novembre 1570), Francesco Salviati (Firenze, 1510 – Roma, 11 novembre 1563) e Giorgio Vasari (Arezzo, 30 luglio 1511 – Firenze, 27 giugno 1574). Il libro sarà l’occasione per conoscere l’arte padovana nei decenni centrali del Cinquecento in cui furono realizzati meravigliosi complessi monumentali come la decorazione pittorica della Sala dei Giganti nel palazzo del Capitaniato e l’Odeo Cornaro a Padova e la Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia.

Grazie alla presenza di Donatello fra il 1443 e il 1453 Padova era diventata uno dei centri più importanti per la produzione scultorea in particolare per quella in bronzo. Questo primato artistico e tecnico non venne meno dopo la partenza del fiorentino, ma fu portato avanti da vari maestri fino ai primi anni del Seicento. Fra loro, nella seconda metà del Quattrocento, ebbe un ruolo di primo piano il cremasco Giovanni de Fondulis, padre del più noto Agostino. Due sono i poli attorno a cui si sviluppa la cultura padovana: la Veneranda Arca di Sant’Antonio e l’Università. La prima con la sue commissione ininterrotta di sculture favorisce la sopravvivenza di una scuola locale di artisti dediti alla lavorazione di marmo, terracotta, bronzo e poi dello stucco. Il secondo centro propulsore della cultura padovana è l’Università frequentata da docenti e studenti di tutta Europa attorno a cui fioriscono cenacoli di intellettuali, collezionisti di opere greco-romane o moderne in stile antico come monete, medaglie, bronzetti e teste di personaggi dell’antichità in stucco o bronzo. Tra i bronzetti spiccano per originalità le cosiddette ‘montagne infernali’, piccole fusioni raffiguranti gli inferi pagani o cristiani. Tra gli intellettuali Alessandro Maggi da Bassano, allievo di Pietro Bembo, sarà il principale patrono di Agostino Zoppo che grazie a lui otterrà l’incarico di realizzare la sua opera più prestigiosa: il Monumento di Tito Livio nel Palazzo della Ragione completato nel 1547. La storico di epoca romana, originario di Padova, era allora come oggi ritenuto la maggior gloria cittadina.

Il volume tenta l’impresa tanto difficile quanto affascinante di ricostruire un mondo dove tutto è collegato: l’amore per l’antichità greca e romana e le istanze di rinnovamento della chiesa sulla scorta della riforma protestante, le incisioni dei frontespizi dei libri e i sepolcri nelle chiese, le poesie d’occasione e le commissioni affidate a pittori e scultori, le storie patrie e i monumenti pubblici, le collezioni private e il cantiere della Basilica del Santo, i bronzetti e le ville di campagna.

Intervista realizzata da “Il Nuovo Torrazzo”: https://ilnuovotorrazzo.it/2019/05/10/crema-intervista-esclusiva-al-ospiteprof-lucaagostino-zoppo/

Ingresso libero.

APPUNTAMENTI SUCCESSIVI

Sabato 25 maggio 2019, ore 16,30

Filippo Maria Ferro – Marina Dell’Omo, Filippo Abbiati regista del Barocco in Lombardia, Interlinea, Novara 2018.

Interverranno: Filippo Maria Ferro e Marina Dell’Omo

Sabato 1° giugno 2019, ore 16,30

Massimo Negri, Vincenzo e Gian Gerolamo Grandi. Scultori di pietra e di bronzo nel Cinquecento veneto, Provincia Autonoma di Trento, Trento 2014. Interverrà: Massimo Negri

Storici dell’arte in Palazzo Vescovile (3)


Sabato 17 novembre 2018, alle ore 16,30 nella Sala Rossa del Palazzo Vescovile (piazza Duomo, 27 – 26013 Crema) si terrà il terzo appuntamento della rassegna Storici dell’arte in Palazzo Vescovile organizzata dalla Libreria Cremasca in collaborazione con la Diocesi di Crema. Il prossimo ospite sarà Mauro Pavesi, docente di Storia dell’Arte Moderna presso le sedi di Milano e Brescia dell’Università Cattolica, scrittore e ricercatore. Lo studioso sarà a Crema per presentare il suo libro Giovanni Ambrogio Figino pittore, edito nel 2017 da Aracne Editrice, intervistato da Gabriele Cavallini.

Il volume è l’ultima e più aggiornata monografia dedicata a Figino, importante artista della seconda metà del Cinquecento, studiato dagli esperti ma spesso dimenticato e relegato fra i minori. Formatosi a Milano con Giovan Paolo Lomazzo, il pittore ha studiato i disegni di Leonardo da Vinci, la scultura classica, le opere di Raffaello e Michelangelo, che ha personalmente ammirato durante un viaggio a Roma. Figino è stato lungo la sua carriera un grande pittore del sacro, ma anche un ottimo ritrattista e un prolifico disegnatore.

Lo studioso ci racconterà della genesi di questo volume, delle ragioni di una nuova monografia e ci illustrerà gli aspetti fondamentali della fisionomia artistica di Giovanni Ambrogio Figino, concentrandosi sui suoi capolavori, sulle novità e sull’importanza che ha ricoperto per i pittori successivi. L’incontro sarà occasione anche per parlare della figura di Carlo Urbino, artista cremasco che ha frequentato gli ambienti milanesi all’incirca negli stessi anni.

Ingresso libero.

Intervista realizzata da “Il Nuovo Torrazzo”: https://ilnuovotorrazzo.it/2018/11/15/crema-sabato-la-conferenza-dedicata-giovanni-ambrogio-figino-pittore-intervista-eslcusiva-al-prof-mauro-pavesi/

APPUNTAMENTI SUCCESSIVI

Sabato 24 novembre 2018, ore 16,30

A.L. Casero, Justus Pinxit. Nuove prospettive di ricerca e problemi aperti sull’attività lombarda di Giusto de’ Menabuoi, Scalpendi Editore,Milano 2017.

Interverrà Andrea Luigi Casero