Catene di liberà

“Perché il Signore mi ha abbandonato?”. È la domanda che spesso arrovella padre Gigi, in balia dei suoi sequestratori per oltre due anni tra le savane del Sahel e le dune del Sahara. Sempre dormendo, ogni notte, all’addiaccio, spesso con i piedi incatenati. Esperienza che per diversi mesi ha condiviso con altri ostaggi. È, questo, un «quaderno dal carcere» che oscilla tra cronologia e introspezione, in cui i momenti di sconforto, accentuato dal pensiero costante dei familiari e degli amici che il missionario immagina angosciati e preoccupati, si alternano a quelli di speranza. Senza l’ausilio di una Bibbia a tener viva la fede, sottoposto a un lunghissimo digiuno eucaristico, padre Gigi scopre in sé nuove risorse e una nuova dimensione del vivere e del credere: «È proprio in questa prova delle catene che il mio spirito si libera. Perché i miei piedi sono incatenati, ma il cuore no». Una testimonianza drammatica, che accende nel lettore spunti di profonda riflessione ed è capace di fargli toccare con mano la forza tranquilla della fede.

Pier Luigi Maccalli (Madignano, 1961) frequenta il Seminario Vescovile di Crema dove è ordinato sacerdote nel 1985. Diventa poi membro della ‘Società delle Missioni Africane’ (Sma) fondata nel nel 1856 dal vescovo francese monsignor Melchior de Marion Brésillac. È per dieci anni missionario in Costa d’Avorio e per un altro decennio animatore missionario e formatore in Italia. Nel 2007 viene inviato nel sud-ovest del Niger, presso la parrocchia di Bomoanga. Il 17 settembre 2018 è stato sequestrato dai jihadisti del ‘Gruppo di sostegno all’islam e ai mussulmani’ (Gsim) e tenuto ostaggio fino alla liberazione avvenuta l’8 ottobre 2020.

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