Donne che amano libri, a cura di Francesca Nepori, Milano, La Nave di Teseo, 2025.

“Gli scritti che compongono questo volume si raccolgono in un primo gruppo di affreschi di donne bibliofile – dal Settecento a oggi – mentre i capitoli successivi spaziano su altri panorami. Ci sono articoli dedicati a figure di lettrici e bibliotecarie, radunati sotto la rubrica Altri mestieri perché dedicati a donne tipografe, xilografe, storiche, esperte di case d’aste antiquarie, sempre interne alla produzione, commercio e diffusione del libro. Una sezione è dedicata alle Memorie di autrici e autori che hanno voluto ‘ricordare’, procurando ritratti di donne che hanno fatto molto e bene per la bibliografia e la bibliofilia, nonché
ricordi di recenti e dolorose scomparse.
La collezione termina con uno scritto specificamente sollecitato: in una poliedrica raccolta di profili per così dire ‘positivi’, desideravo ci fosse anche uno sguardo al lato ‘negativo’ della questione. Per secoli non pochi hanno infatti pensato che tra donna e libro non ci fosse possibilità di comprensione. E così il contributo finale, intitolato Fuori luogo, svela la figura di Octave Uzanne, uno dei tanti bibliofili vissuti a cavallo tra Otto e Novecento che hanno pensato non potesse esistere una bibliofilia femminile. E questo finale sguardo ‘negativo’ non fa altro, infine, che rafforzare la verità: che ci sono state e ci sono tante donne per le quali il libro è motivo di passione, di studio e di lavoro.”
Francesca Nepori dirige l’Archivio di Stato di Massa e la Sezione di Pontremoli. Ha pubblicato numerosi saggi di storia del libro, delle biblioteche e dell’editoria: è studiosa di biblioteche delle congregazioni religiose (I frati cappuccini tra letture e librarìe, Editrice La Mandragora) e della figura di Guglielmo Libri, di cui ha rintracciato e pubblicato una autobiografia manoscritta. È segretario dell’Aldus Club.
Fra i saggi, si segnala quello di argomento cremasco: Silvia Scaravaggi, Una vita per la cultura. Tra libri e carte di Winifred Terni de’ Gregory.
