Valeriano Poloni, La battaglia di Ombriano, Crema, s.e., 2025.

Il volume di Valeriano Poloni raccoglie le testimonianze archivistiche e le cronache coeve relative alla battaglia di Ombriano e le confronta con la narrazione che ne hanno proposto gli storici locali e nazionali.
Il combattimento si svolse nella notte tra il 25 e il 26 agosto del 1514 tra le formazioni sforzesche, imperiali e svizzere – guidate da Prospero Colonna, Silvio Savelli e Cesare Fieramosca – e le forze veneziane che nei mesi precedenti erano state lasciate a presidio della piazzaforte di Crema, sotto il comando di Lorenzo Orsini, noto anche come Renzo da Ceri o degli Anguillara. Questo fatto d’armi si inserisce nel contesto storico delle Guerre d’Italia (1494-1559). La battaglia si articolò in alcuni scontri militari avvenuti presso l’abitato di Ombriano (il combattimento principale), al ponte sull’Alchina e in zona San Lorenzo (Sabbioni). Combattimenti si erano verificati in precedenza nella zona di Santa Maria della Croce e in altri luoghi intorno a Crema. Si tratta infatti di avvenimenti collegati all’accerchiamento (il cosiddetto assedio di Crema) operato prima di questa battaglia dai contingenti sforzeschi, imperiali e svizzeri, intenzionati a espugnare l’ultimo caposaldo, quello cremasco, rimasto allora alla Serenissima in questa parte di Terraferma veneta. Dopo la sconfitta degli alleati francesi e veneziani a Novara nel 1513 (battaglia dell’Ariotta), erano infatti cadute le città di Bergamo, Brescia, Cremona e diversi importanti centri del Veneto. Solo Crema, avamposto ormai isolato, resisteva ancora nell’agosto del 1514 in questo quadrante territoriale di Terraferma, nonostante la peste infuriasse dentro le sue mura. Il presidio fortificato era sotto il comando di Renzo da Ceri, uno dei più validi condottieri del tempo. La battaglia di Ombriano si svolse soprattutto come contromossa strategica per rompere l’accerchiamento, contrattaccare le forze nemiche e liberare Crema dalla loro presenza. L’azione fu condotta sul campo, con grande coraggio e valore militare, da alcuni capitani, che guidarono una parte cospicua delle truppe venete di presidio a Crema. Tra questi, spicca Andrea della Matrice, che condusse i suoi armati all’assalto del campo trincerato sforzesco di Ombriano, prendendo i nemici di sorpresa alle spalle, dopo un’ardita e rischiosa marcia notturna nelle bassure ancora in parte impaludate del Moso.
Valeriano Poloni, cultore di storia cremasca, è autore di I Morti delle tre bocche a Ombriano, Crema, s.e., 2011; Correva l’anno 1768. L’ultimo polverificio veneziano nel capitaniato di Crema, Crema, s.e., 2017.
