La cappella dei Cazzuli a Capergnanica

“La pubblicazione ricostruisce la storia del piccolo edificio religioso edificato tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, noto convenzionalmente come ‘cappella dei Cazzuli’ dal nome della famiglia che lo fece costruire e ne mantenne la proprietà fino al passaggio al Comune di Capergnanica. Si trova incastonato fra la strada di collegamento con Ombriano, frazione di Crema, e la roggia Acqua Rossa.

Il volume si compone di tre saggi: il primo, della storica dell’architettura Stefania Del Nero Formenti, raccoglie la documentazione oggi disponibile riguardo la storia dell’edificio, con il corredo di testimonianze orali di alcuni abitanti di Capergnanica e analizza l’insolita tipologia architettonica, a metà fra la santella e l’oratorio privato.

Il saggio delle restauratrici Elena Dognini, Mara Pasqui e Annalisa Rebecchi racconta lo stato di degrado in cui versava il ciclo di affreschi, gli interventi di risanamento effettuati e presenta l’ottimo risultato ottenuto dai lavori di restauro.

Infine, il saggio di Matteo Facchi prende in esame il ciclo di affreschi che orna il piccolo edificio sia dal punto di vista dell’iconografia (l’interpretazione di alcune scene rimane avvolta dal mistero) sia dal punto di vista dello stile. Due i pittori attivi nella cappella: il primo, il veronese, ma lungamente attivo nel Cremasco, Giovanni Brunelli (1644/46 circa – 1722), decora l’intero edificio con l’esclusione della pala d’altare. Il secondo, più tardo, realizza l’affresco dell’Addolorata a cui è dedicata la cappella. Il saggio è anche l’occasione per riunire tutte le informazioni oggi disponibili e tutte le opere di Giovanni Brunelli oggi presenti nel territorio cremasco.

Il libro, corredato da immagini a colori realizzate da fotografi professionisti, permette quindi di rendere noto agli abitanti di Capergnanica, ma anche agli studiosi locali e non, un ciclo di affreschi finora inedito e di aggiungere un’altra pagina alla storia che lega un abitato apparentemente periferico a Verona, uno dei grandi centri della produzione artistica del Sei-Settecento.”

da “Il Nuovo Torrazzo”, edizione on-line del 2 maggio 2018.

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