Tavolette da soffitto cremasche di inizio Cinquecento. Dame e cavalieri da un antico palazzo lombardo

Paola Venturelli, Tavolette da soffitto cremasche di inizio Cinquecento. Dame e cavalieri di un antico palazzo lombardo, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2020.

Due splendide dimore nobiliari si intrecciano a un certo punto della loro storia. Dal palazzo già dei potenti Benzoni di Crema (via Marazzi, 7) circa trecento tavolette lignee da soffitto giungono alla fine del XIX secolo nella splendida villa Giovio della Torre di Sovico in Brianza, in quel momento abitata dalla contessa Emilia Martini e dal marito, il senatore Gerolamo Rossi. Realizzate da botteghe specializzate, le tavolette da soffitto costituivano un raffinato elemento d’arredo nelle dimore di pregio tra XV e XVI secolo. Piccoli quadri con dame, cavalieri, uomini illustri e blasoni gentilizi raccontavano la storia e gli ideali culturali e politici dei padroni di casa, spesso effigiati tra i personaggi.
L’insieme ora a Sovico spicca per numero e livello formale. Eseguite intorno al 1502 da due diversi atelier, uno dei quali stilisticamente vicino alla produzione del leonardesco Bernardino de Conti, le metope si configurano come piccoli e preziosi frammenti del passato. Abiti, dettagli di moda, elaborati gioielli e fantasiose acconciature sono gli elementi di questa affascinante narrazione, insieme a stemmi nobiliari, gentiluomini e gentildonne, severi condottieri, re e imperatori.

Paola Venturelli storica dell’arte e ricercatrice specialmente nel settore delle arti decorative, è docente all’Università di Verona. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni nel campo delle arti congeneri, del collezionismo e della moda. Ha inoltre dedicato tanti anni allo studio delle botteghe artistiche cremasche fra Quattro e Cinquecento, soprattutto in relazione alla produzione delle tavolette da soffitto.

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