Valerio Ferrari, Antiche località scomparse nell’alta e media provincia di Cremona, (Tessere di geostoria cremasca e dintorni, 4), Cremona, Edizioni Fantigrafica, 2026.

Accanto ai numerosi paesi che costellano l’attuale alta e media provincia di Cremona, comprensiva del Cremasco storico, tutti nati o comunque già documentati in epoca medievale, ve ne furono diversi altri in seguito scomparsi per varie ragioni, non sempre facilmente diagnosticabili. Alcuni di questi sono divenuti piuttosto noti anche al pubblico comune, ma altri, a lungo ignorati, non dovettero avere importanza inferiore. I loro nomi, annidati in antiche pergamene o rimasti a individuare località campestri note solo alla popolazione rurale dei singoli paesi, costituiscono preziose testimonianze di insediamenti insospettabili, di paesaggi trascorsi di grande fascino, di comunità locali da cui sono talora scaturiti personaggi influenti migrati per tempo nelle città maggiori.
Di questi intriganti temi tratta il volume intitolato Antiche località scomparse nell’alta e media provincia di Cremona, quarto contributo della collana Tessere di geostoria cremasca e dintorni promossa dal Museo della civiltà contadina “Maria Verga Bandirali” di Offanengo, in cui l’autore traccia il profilo di una trentina di località documentate come esistenti nei secoli medievali (e sovente sin dagli ultimi secoli altomedievali), e in seguito andate declinando fino a scomparire. Si offre, così, alla conoscenza collettiva un lavoro nuovo e originale svolto sulla base della documentazione d’archivio sopravvissuta, in genere molto esigua, che, tuttavia, nella gran parte dei casi risulta corroborata dalla toponomastica locale, tramite la quale per secoli si è conservato il ricordo di un nome di luogo dalle radici profonde, in grado di dischiudere scenari inaspettati capaci di riassegnare nuovo valore a tratti di campagna oggi sempre più banalizzata e senza caratteri distintivi.
Valerio Ferrari studioso e profondo conoscitore della realtà geografica, ambientale e antropica del territorio e della sua stratificazione storica, ha prodotto su tali argomenti numerosi studi monografici e pubblicazioni di carattere interdisciplinare. Direttore responsabile, dal 1996, della rivista scientifica a diffusione internazionale “Pianura, scienze e storia dell’ambiente padano”, ha diretto anche il periodico di storia locale «Leo de supra Serio». Ha ideato, realizzato e gestito sin dal 1987 il ‘Bosco didattico’ della Provincia di Cremona nonché progettato e allestito l’annesso ‘Museo del paesaggio padano’. È fondatore e responsabile della collana Atlante toponomastico della provincia di Cremona che si pubblica dal 1994, ideatore e realizzatore del ‘Centro di Documentazione ambientale della Provincia di Cremona’, ora ricco di oltre 13.000 volumi, e del progetto Il territorio come Ecomuseo. Per la collana Tessere di geostoria cremasca e dintorni ha pubblicato Il Marzale, il fiume Serio e le vicende di un tratto territoriale antico e ricco di storia (2022); Il “Mare Gerundo” tra mitografia letteraria e realtà geografica (2022) e Pellegrini, greggi e traditori lungo l’antica Via Regina (2023). È presidente del Museo della Civiltà Contadina di Offanengo e membro del comitato scientifico della Società Storica Cremasca e della rivista «Insula Fulcheria».
