Crema silente e perduta

Marco Ermentini, Walter Venchiarutti, Crema silente e perduta, (Quaderni di antropologia sociale, 10) Crema, s.e., 2026.

Il volume raccoglie due saggi:

Marco Ermentini, Crema perduta, il mistero degli edifici scomparsi

Walter Venchiarutti, Le decorazioni silenti della città e della campagna cremasca

Marco Ermentini, architetto, è fondatore della ‘Shy Architecture Association’ che raggruppa il movimento per l’architettura timida. Lavora nello studio di architettura fondato dal padre oltre settant’anni fa ‘Ermentini Architetti’, dove si sperimenta un’architettura attenta alle persone e alle cose specialmente nei restauri di monumenti con oltre duecento realizzazioni. Lo studio, condiviso con la sorella Laura e il figlio Cino, è indicato dall’Intelligenza Artificiale (2026) come il migliore per il restauro in Italia. Ha vinto nel 1995 il ‘Premio Assisi’ per il miglior restauro eseguito, nel 2013 il ‘Premio Internazionale Domus Restauro’ e nel 2019 il ‘Dedalo Minosse International Prize’. Ha scritto: Restauro timido, architettura affetto gioco (2007, Nardini), La piuma blu. Abecedario dei luoghi silenti (2013, Mimesis), Il segreto della carezza (2019, Nardini), Quanto Basta (2025, De Piante). L’Enciciopedia Treccani nella IX appendice (2015) alla voce “Conservazione” l’ha citato come ideatore del Restauro Timido. È tra i fondatori dell’Accademia del Silenzio. Renzo Piano l’ha nominato Tutor del gruppo G124 sulle periferie e la città che verrà al Senato. Si sta occupando del restauro della controfacciata della Cattedrale di Firenze. 

Walter Venchiarutti, nato a Soresina nel 1950 ha iniziato negli anni Settanta attività di ricerca nel settore del folclore locale, delle tradizioni religiose popolari e delle tematiche interculturali. Nel 1980 partecipa alla fondazione del Gruppo Antropologico Cremasco e da allora contribuisce con saggi e mostre alle annuali iniziative dell’associazione. Negli anni Novanta ha presieduto la Commissione del Museo Civico Cremasco, dal 2007 al 2022 ha ricoperto la carica di Vicedirettore della rivista «Insula Fulcheria». Cura la collana dei Quaderni di Antropologia Sociale dedicata a studi storico-identitari. Collabora con articoli a riviste locali e ha editato diverse pubblicazioni legate alla storia, ai miti e alle leggende del territorio. Tra gli scritti: Se mai non torni (1997), Il camevale cremasco (1997), La casa cremasca (2005), Ripalta Arpina (2006), La terra che dona (2010), Draghi e dragonidi (2024), I simboli della cattedrale di Crema (2024).